Casa nuova? Meglio se è efficiente

Per chi è in cerca di una casa nuova, non c’è niente di meglio di una soluzione abitativa efficiente dal punto di vista energetico: non solo perché il contenimento dei consumi permette di avere a che fare con bollette accettabili, ma soprattutto perché la Legge di Stabilità 2016 prevede degli incentivi che meritano di essere presi in considerazione. In particolare, la Finanziaria offre la detrazione Irpef a tutti coloro che comprano una casa di classe energetica A o di classe energetica B dal costruttore. Non solo: il decreto Sblocca Italia permette, a chi realizza o acquista un alloggio a bassi consumi energetici mettendolo in affitto a canone concordato, di ottenere una deduzione.

Entrando più nello specifico, l’ultima Legge di Stabilità prevede misure che permettono di detrarre dall’Irpef la metà dell’Iva che è stata o verrà pagata per comprare una casa – sia ristrutturata che nuova – da un’impresa costruttrice nel corso del 2016, purché tale casa sia di classe energetica A o B (che, come noto, sono le classi energetiche più efficienti). La detrazione corrisponde, in sostanza, al 50% dell’imposta che è necessario versare sul corrispettivo di acquisto, e viene suddivisa in dieci quote fisse e ripartite in dieci anni: in pratica, una viene concessa direttamente nel 2016, mentre le altre nove arriveranno nei prossimi nove anni.

Un esempio concreto può chiarire meglio le idee e far capire lo scenario più facilmente. Si ipotizzi di comprare, a un prezzo di 200mila euro, una prima casa. L’Iva che si dovrebbe pagare sarebbe di 20mila euro, in quanto l’imposta prevista per le prime case è pari al 10%, ma con la detrazione prevista dalla Legge di Stabilità la cifra che realmente viene pagata è di 10mila euro, nel senso che gli altri 10mila vengono detratti, 1000 euro all’anno per dieci anni. Ciò è possibile – vale la pena di ribadirlo – unicamente con una soluzione abitativa di classe energetica A o B. Non sono previste delle limitazioni, invece, a proposito della residenza, il che vuol dire che l’immobile in questione può essere sia una prima che una seconda casa.

Per quel che riguarda le deduzioni, invece, esse sono valide unicamente a patto che le case efficienti dal punto di vista energetico vengano messe in affitto a canone concordato. La deduzione sul reddito imponibile non può superare la soglia dei 60mila euro e corrisponde a un quinto del prezzo di acquisto: anche in questo caso, il requisito imprescindibile è che si tratti di un alloggio di classe A o di classe B, mentre un’altra condizione richiesta è che la locazione a canone concordato non duri meno di otto anni. Tornando sempre all’esempio precedente, dai 200mila euro del valore della casa sarebbe possibile approfittare di una deduzione pari a 12mila euro.